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Vietnam, fine XIII secolo.Il giovane Bu, rimasto orfano di entrambi i genitori, viene mandato dagli zii a lavorare nella casa del governatore della provincia. Il duro lavoro non lo spaventa, il pensiero del fratello e della sorella, lo aiuta ad alzarsi ogni giorno per affrontare le lunghe giornate di fatica e assicurare qualche soldo in più alla famiglia.
In cuor suo Bu coltiva un sogno: entrare a far parte di una prestigiosa scuola di arti marziali. L’occasione propizia gli si presenta durante la visita ufficiale del delegato del re, che sta controllando lo stato delle forze nelle varie provincie, in previsione di un attacco Mongolo. Entrare a far parte di una scuola marziale non è così semplice, soprattutto per il figlio di umili pescatori. Bu non può certo proporsi candidamente all’anziano maestro, non gli rimane che attendere gli eventi e approfittare di tutto ciò che la sorte gli vorrà concedere.
Romanzo d’avventura, dalla ricostruzione storica accurata, narra i primi passi del giovane Bu sulla lunga via delle arti marziali, in un paese che si prepara a respingere il più temibile esercito che la storia abbia mai conosciuto.
Domande Frequenti
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Chi sui carri, chi a piedi o in groppa a bufali, si dirigevano verso la città. Lungo la strada sorgevano piccole cittadine che approfittavano della vicinanza del fiume, le capanne non erano molto differenti da quelle in cui Bu era vissuto. Vide donne che lavavano il bucato nell’acqua, oppure scodelle e pentole, rigirando al loro interno la sabbia. Sui campi le schiene curve di chi raccoglieva il riso o il lento procedere dei bufali che dissodavano il terreno. Improvvisamente furono raggiunti da una pattuglia di soldati, arrivò con un disordinato scalpiccio di zoccoli e tutta la gente fu lesta a scansarsi per non essere schiacciata. Non avevano armatura, ma i guom bene in vista sulla schiena e i gagliardetti gialli col drago simbolo del re, erano sufficienti a garantirgli via libera. Il bambino guardò con invidia i sette cavalieri, pensò al vento che gli scompigliava i capelli, al robusto procedere della cavalcatura, a un attacco feroce contro le linee nemiche. Ecco ciò che fugava i dubbi e la nostalgia, la realizzazione dei suoi desideri, il diventare ciò che desiderava, un guerriero che non dovesse dipendere dalla generosità del fiume per mangiare, che non dovesse attendere il raccolto per il riso, ma che si prendeva ciò che voleva. Per molto tempo,l’immagine che più lo sedusse fu il gruppo di cavalieri che correvano sulla strada maestra e la gente che si scostava al loro passaggio.
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