|
C’è tanta rabbia nel mondo, di molte specie e forme. A volte
ha la forma di una mano che strappa i capelli, altre di una sberla, un
calcio o un pugno. Sempre dal più forte all’indifeso. Non mi muovo. Le bambole non si spostano, non alzano le braccia per difendersi e non piangono. Cadono dalla sedia le bambole, gli schiaffi le buttano giù per terra. Assecondano le forme della rabbia, si piegano inerti senza chiudere gli occhi. Non soffrono le bambole, non sentono male. Non mi muovo. Sanno aspettare le bambole, che la rabbia passi, che il dolore si spenga per tornare ad essere bambine. Fino alla prossima volta. |