| Intervista a Umberto Maggesi
David Frati - 11-12-2004
Nella denuncia sui crimini perpetrati dalle sette che in fondo è il cuore del tuo romanzo c'è molta veemenza, molta passione. Ti viene da un'esperienza autobiografica o magari di qualche persona che conosci? E se no, da dove?
Niente autobiografia, è una problematica di cui sono venuto a conoscenza in maniera casuale e che mi ha spinto a fare ricerche, e più ricercavo più l'iceberg veniva a galla, mi sono trovato davanti a un fenomeno che ritengo sia troppo sottovalutato rispetto alle implicazioni dannose che può avere.
Forse uno dei tratti più convincenti di Setta bugiarda è l'estrema plausibilità della vicenda. Hai giustamente evitato di ricorrere ad effettacci gore e ad esagerazioni: ci spieghi il senso di questa scelta?
Ho voluto cercare di essere il più reale possibile. Un'opera di fantasia sì, ma che ricalcasse la veridicità del fenomeno, in modo che chi si trovi all'interno di un'organizzazione di questo tipo possa riconoscerne i tratti e le caratteristiche.
Ti sei ispirato a qualche setta in particolare? Hai fatto del lavoro di ricerca sull'argomento?
Ho lavorato un anno e mezzo, consultato libri, setacciato i forum su Internet, studiato le diverse caratteristiche delle sette distruttive esistenti, creando una miscela delle tecniche tipicamente utilizzate dalle stesse. Ho scritto a psicologi che si occupano del recupero delle persone fuoriuscite dalle sette distruttive e consultato alcuni dei loro testi che sono stati davvero preziosi.
Cosa ne pensi del fenomeno-sette in Italia? E' una realtà preoccupante? Quali potrebbero essere i rimedi?
Un fenomeno davvero preoccupate che si nasconde dietro l'ostentazione della libertà di culto, ma che rovina molte persone e non solo finanziariamente, ma a livello psicologico, fino al punto che molte di loro non riescono più a inserirsi nella società o a mantenere un posto di lavoro. Il rimedio è l'informazione, far circolare notizie, far sapere cosa succede all'interno di questi gruppi, io ho scelto la forma del romanzo perché è più appetibile di un trattato o di un testo di psicologia di difesa. Adesso con l'arrivo di Internet le informazioni girano più velocemente, informazioni che devono andare a beneficio sia di chi è dentro a questi sistemi distruttivi che ai loro parenti che troppo spesso non sanno cosa fare, invece sono proprio i padri, le madri, i fratelli, i mariti o le mogli che hanno le chiavi per aiutare queste persone, ma devono farlo nel modo giusto.
So che sei un grande appassionato di arti marziali. Che differenze ci sono tra la spiritualità di un'arte marziale e quella di un gruppo esoterico, di una setta o presunta tale?
Già, io pratico qwankido (arte marziale cino-vietnamita) da vent'anni e la insegno da più di dieci e molti mi hanno fatto questa domanda. Precisiamo che i gruppi di cui parlo in Setta Bugiarda sono sette-distruttive, così chiamate perché distruggono la personalità dei propri membri per poi ricostruirla a loro uso e consumo e di spirituale c'è veramente poco. Qualsiasi gruppo che si differenzi per modi e usanze dal contesto più ampio della società, può essere definito setta, nelle arti marziali c'è un maestro e una certa gerarchia dal più anziano al più giovane. Ma ci sono due pilastri fondamentali che differenziano ogni gruppo dalla setta descritta nel romanzo e cioé:
1 - la chiarezza d'intenti - prima che il nuovo membro entri a far parte del gruppo, esso gli deve spiegare bene ciò che andrà a fare. Se mi dici: vieni che cantiamo e balliamo allegramente, poi io mi trovo costretto ad andare a fare elemosine per strada ecco che la chiarezza d'intenti viene a mancare.
2 - la possibilità di uscire quando voglio, io devo poter provare il tuo gruppo, vedere se è conforme alla mia personalità, ai miei gusti ecc. se non mi va posso andarmene senza essere perseguitato psicologicamente e fisicamente.
Che tipo di lettore sei? Quali sono gli ultimi bei libri che hai letto?
Tra le mani in questo preciso momento ho L'opera al nero di Marguerite Yourcenar, ma leggo veramente tanto, prima di questo ho letto Le correzioni di Franzen, adoro Moravia, Saramago, Benni, King, Busi e tanti e tanti altri che ora mi sfuggono. |